Cosa chiediamo

Vogliamo un nuovo welfare del desiderio e non solo del necessario, che deve basarsi sul reddito incondizionato e universale, slegato dalla prestazione lavorativa, su una flessibilità scelta e non imposta, Si tratta di una questione di libertà di scelta per uscire dal ricatto della precarietà, e anche di immediata redistribuzione della ricchezza che le aziende precarizzatrici ci hanno rubato. Vogliamo la semplificazione della giungla dei contratti, vogliamo più soldi per i precari, rivogliamo i diritti che ci hanno tolto (maternità, ferie, malattia, pensione) e ne vogliamo di nuovi: accesso ai beni comuni e ai servizi per tutte/i, permesso di soggiorno slegato dal contratto di lavoro, mobilità sostenibile, accesso alla cultura e ai saperi.


25 maggio 2011 | Commenti Chiusi