Dalla Spagna, in solidarità al movimento italiano

Di fronte alle minacce di arresti preventivi e indiscriminati e alla forte ondata repressiva a cui é sottoposto parte del movimento italiano, vogliamo esprimere, mediante questo comunicato, la nostra massima vicinanza e solidarietá.

“Organizzatori di guerriglia urbana, provocatori professionisti”, ecc… sono alcune delle definizioni qualificative che i media main stream, i partiti politici e i corpi di polizia stanno utilizzando per criminalizzare quelle forze antagoniste che hanno partecipato attivamente alla costruzione collettiva del 15 Ottobre a livello internazionale.

Dimostrazione di tutto questo é la partecipazione all’Hub Meeting del 15 Settembre a Barcellona degli Stati Generali della Precarietá, rete italiana che include diversi collettivi e centri sociali come San PrecarioAcrobax.

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Milano: Banca d’Italia costretta a ascoltare gli indignados


Ore 12.00 Milano, Via Cordusio, 5 sede di Banca d’Italia Milano.

Affollata la conferenza stampa indetta dagli indignados milanesi che di fronte a giornalisti e telecamere hanno prima spiegato l’inevitabilità della loro presenza davanti alla filiale milanese della banca centrale nazionale e della loro partecipazione alla manifestazione globale contro l’austerity di sabato 15 ottobre a Roma e poi hanno pubblicamente letto una missiva (in allegato) firmata da Ulisse e Natalia. Ulisse e Natalia non sono presidenti di banche, né capitani d’industria, né broker finanziari, né titolari di agenzie di rating, tantomeno capi di governo o ministri delle finanze. Sono due persone che lottano tra un contratto precario e l’altro e che pretendono risposte reali alla condizione in cui versa la stragrande maggioranza degli italiani. Alla pubblicazione della lettera di Trichet a entrambi è venuto uno strano prurito ai polpastrelli e non hanno resistito: anche loro hanno scritto le loro belle richieste anzi le loro pretese!

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Bologna: Santa Insolvenza contro Banca d’Italia

Come TimeOut Bologna, avevamo convocato un concentramento in Piazza Cavour, il 12 ottobre 2011, di fronte alla Banca d”Italia. Il nostro obiettivo era quello di rimandare al mittente la lettera che Draghi aveva mandato al Governo Italiano.
Abbiamo portato con noi la Santa Insolvenza per chiarire che noi, precari e precarie, studenti e studentesse, non pagheremo il debito che altri hanno contratto.

#occupiamobancaditalia è stato lanciato a Bologna in tutta Italia per dire questo: non siamo merce nelle mani dei banchieri. Come nelle piazze di Spagna abbiamo gridato “non ci rappresenta nessuno“, il parlamento è ormai un teatrino staccato dalla vita reale. Abbiamo urlato i nostri slogan per un reddito garantito per tutti e per un diritto all’insolvenza.

Immagine anteprima YouTube

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Appello per uno spezzone putatransfemministaqueer nella manifestazione del 15

” Veniamo dal femminismo radicale, siamo le lesbiche, le prostitute, l* trans, le immigrate, le sfortunate, le eterodissidenti… siamo la rabbia della rivoluzione femminista e vogliamo mostrare i denti: uscire dagli uffici del “genere” e delle politiche corrette e che il nostro desiderio ci guidi, sempre politicamente scorrette, sempre disturbando, ripensando e risignificando le nostre mutazioni.
Ormai non vale niente essere solo donne. Il soggetto politico femminista “donne” ci è ormai troppo stretto, ed è escludente in se stesso – lascia fuori le lesbiche, l* trans, le prostitute, quelle col velo, quelle che guadagnano poco e non vanno all’università, quelle che gridano, le clandestine, le frocie…”* Leggi il resto »


SP alla quindicesima potenza: lo sciopero precario il 15 ottobre

Il Laboratorio Metropolitano per lo Sciopero precario di Bologna attraversa il 15 ottobre con un’assemblea pubblica

GIOVEDI’ 13 OTTOBRE ORE 21

XM24, VIA FIORAVANTI 24, BOLOGNA

…Il15 ottobre, la giornata globale contro l’austerity è un’occasione per farsentire la voce precaria. Questa voce rivendicherà un reddito incondizionato,per allontanare il ricatto del salario; questa voce rifiuterà il debito inquanto ipoteca distruttiva sulla vita dei precari. Ci uniremo a questa vocesapendo che il reddito e l’insolvenza non sono diritti, ma la posta in palio inuna lotta che si tratta di costruire…continua a leggere

www.connessioniprecarie.org


#occupiamobancaditalia Bologna

Il giorno 12 ottobre a Roma è stata lanciata l’occupazione della Banca d’Italia. Non è un evento casuale. Il mondo intero sta manifestando la sua indignazione, la sua rabbia contro il mercato finanziario. New York, Tunisi, Madrid, Barcellona, Atene, il mondo intero si sta sollevando.
Come Time Out,  abbiamo deciso di prendere parola anche noi: il 12 ottobre saremo presenti di fronte alla sede della Banca d’Italia, a Bologna, per reclamare il diritto all’insolvenza e portare alla banca i nostri esposti.

Sarà una tappa fondamentale non solo verso la grande manifestazione di Roma, ma per la costruzione di un grande sciopero precario
.

Non siamo stati noi a contrarre il debito, non siamo noi a doverlo pagare. Nessuno può decidere sulle nostre vite.

People of the world,
rise up
#occupiamobancaditalia

Diritto all’insolvenza.
Verso il 15 ottobre.
Verso lo sciopero precario.

Mercoledì 12 ottobre, ore 11
Banca d’Italia, Piazza Cavour, Bologna
TimeOut Bologna

(Bartleby- Coll. Utopia – Vag61 – Antagonismogay – Laboratorio Smaschieramenti)


15 ottobre giornata globale contro l’austerity: Dal diritto all’insolvenza allo sciopero precario

Siamo giunti al 15 ottobre con un importante lancio, a carattere europeo, della mobilitazione contro l’austerity e le politiche neoliberiste, assunte come strategiche dalla Commissione europea e dalla BCE peraltro responsabili dell’ultimo pesante ciclo della crisi globale e finanziaria che le banche e le grandi lobby hanno scatenato contro la cittadinanza tutta.

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Dichiarazione del Hub Meeting partecipanti 15S

15.10.11Noi, reti e persone che hanno partecipato al Meeting 15SHub, riunione svoltasi a Barcellona tra il 15 e il 18 settembre, dichiariamo che:

- Rifiutiamo il concetto di austerità come chiave per affrontare l’attuale crisi e risolverla, in quanto tale approccio presuppone una gestione autoritaria e antidemocratica dei beni comuni.

- Denunciamo gli effetti delle politiche di austerità che si traducono in un aumento della diseguaglianza e in un attacco frontale ai fondamenti del welfare e dei diritti conquistati in anni di dure lotte sociali dei movimenti.

- Sottolineamo come, allo stesso tempo, queste politiche di austerità favoriscano interessi economico-finanziari privati, quegli stessi interessi che sono alla base dell’attuale il modello di sviluppo e che ci hanno condotto all’attuale crisi.

Quella che stiamo osservando non è solo una crisi economica, ma  anche e soprattutto una crisi politica. E’ l’apice del processo di disgregazione del patto sociale europeo e rivela impietosamente l’assoluta incapacità dell’attuale sistema politico di gestire decentemente il bene comune.

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