Lotte precarie nel welfare.

Assemblea sabato 28 Aprile ore 15.00
Centro Sociale G. Costa – Via Azzo Gardino 48, Bologna.

Le lotte degli operatori e delle educatrici sociali in diverse città italiane stanno dimostrando che è possibile organizzarsi contro il ricatto della precarietà che caratterizza un welfare sempre più precario. A Monza, Napoli, Torino, Bologna sono partiti percorsi dentro e contro la precarietà del welfare.

Il welfare è caratterizzato oggi da una lunga catena di precarietà che non investe solo chi ci lavora. Il welfare é precario perché il lavoro di coloro che erogano i servizi è precario, perché sono precari gli stessi servizi offerti, perché precaria é anche la formazione al lavoro nel sociale e infine perché precari sono i salari di coloro che comprano i servizi del welfare.
Nel panorama della privatizzazione del welfare, della sussidiarietà e dell’esternalizzazione dei servizi, il risparmio di fondi pubblici e la garanzia dei profitti si combinano magicamente grazie alla precarizzazione di coloro che nel welfare lavorano. Professioniste di questa combinazione sono le cooperative: dietro la facciata di una gestione orizzontale dei diritti e dei doveri, essere soci di una cooperativa significa solo la possibilità di non essere pagati per mesi se la cooperativa versa in cattive condizioni economiche. D’altra parte, mentre vengono erose le condizioni materiali per fornire servizi adeguati, tali servizi vengono garantiti mettendo a valore la dedizione ed esercitando il ricatto su operatrici ed educatori. La precarietà del welfare, inoltre, parte già nell’università, nelle facoltà di Scienze della Formazione dove, attraverso corsi di laurea sempre più costosi si conseguono titoli di studio sempre più inutili che prevedono, come tappa fondamentale del percorso, il tirocinio non pagato. È anche in questo modo, quindi, che gli aspiranti lavoratori nel sociale vengono formati alla precarietà.

Il welfare non é però soltanto un laboratorio di precarizzazione ma é anche un laboratorio di nuove forme di lotta, di organizzazione tra figure lavorative diverse ma legate.

A partire da queste esperienze:

Vogliamo parlare di come costruire connessioni politiche dentro e fuori il welfare, di come chi studia per diventare operatore o educatrice, grazie a un sistema che richiede sempre maggiori specializzazioni, è coinvolto in questa fabbrica della precarietà;

Vogliamo discutere di come il welfare é sempre più fatto dalle donne, migranti e non, ma non per le donne che pagano i servizi, o la loro assenza, sulla loro pelle.

Vogliamo parlare di come uscire dall’ambito locale e connettere esperienze di lotta fuori dal comune;

Vogliamo discutere di cosa voglia dire scioperare nel welfare precario;

Vogliamo inventare nuovi modi per colpire i precarizzatori in un momento in cui la crisi dell’azione sindacale e la sua insufficienza è sempre più evidente, come evidenti sono i limiti delle vertenze.

Vogliamo parlare non solo della condizione precaria dei lavoratori del welfare, ma anche confrontarci sulle modalità di lotta attualmente possibili, costruendo delle connessioni che vadano oltre l’isolamento delle singole città.

Questa assemblea vuole essere il primo passo per un percorso politico che, connettendo le pratiche di diverse città, sappia parlare a tutto il lavoro precario.

 

Welfare precario – Bologna

Scienze della formazione precaria – Bologna

Coordinamento educatori precari – Area milanese e Monza Brianza

Collettivo Operatori sociali – Napoli

Operatori sociali non dormienti – Torino

 

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